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Lettera di Renzo al CorrierePubblicato il 22-02-2010

Renzo

Pubblichiamo di seguito la lettera del presidente della Commissione Albo Odontoiatri nazionale Giuseppe Renzo indirizzata a Dario Di Vico del Corriere della Sera.

Tra i temi affrontati da Renzo l'attuale momento di trasformazione della professione e il fenomeno dell'abusivismo odontoiatrico, più volte denunciato dalla CAO nelle scorse settimane.

Carissimo Dr. Di Vico,

ho letto con estremo interesse, attenzione e piacere la sua inchiesta sulle tematiche attuali della professione Odontoiatrica.

Quale Presidente della Commissione per gli iscritti all'Albo degli Odontoiatri della Fnomceo, ritengo che l'articolo rispecchi con correttezza l'attuale momento di trasformazione della nostra professione che vede poste in dubbio alcune certezze che da sempre costituiscono patrimonio di un 'attività inquadrala tradizionalmente nell'ambito della libera professione.

La continua pubblicizzazione di offerte di cure odontoiatriche provenienti da paesi dell'Est, il rilevante ingresso di capitali stranieri interessati alla costituzione di strutture odontoiatriche "in franchising", l'ingresso difficilmente controllabile di professionisti formati in paesi comunitari e non, comportano il mutamento del tradizionale quadro normativo in cui si è sempre svolta l'attività professionale dei dentisti italiani.

Siamo da sempre impegnati come Commissione Odontoiatrica a tutelare e a promuovere i valori etici della nostra professione (tra questi la non condizionabilità delle cure e il rispetto tra i colleghi), una professione troppo spesso svilita da interpretazioni che pungono in risalto in modo critico solo gli aspetti tari/fari senza comprendere che i dentisti italiani assicurano una valida assistenza odontoiatrica anche in una situazione in cui la parte pubblica, come da Lei rilevato, non è in grado di intervenire per garantire le parti deboli della nostra società.

Sono lieto, inoltre, che il Corriere della Sera ponga attenzione su un fenomeno squallido anale l'esercizio abusivo della professione odontoiatrica, che da anni la CAO nazionale segnala e denuncia con tutte le sue forze alle autorità del governo centrale e ai cittadini.

Nel suo articolo è anche correttamente indicalo il tema dell'attuale crisi economica e della sue evidenti ricadute anche sull'attività libero professionale.

In sostanza si riconosce che, se anche non ancora individuale, esistono pesanti ricadute sui livelli di reddito dei liberi professionisti a causa del crollo della domanda derivante dalla crisi in atto.

Occorre cambiare un 'immagine superata del dentista che. secondo i più trìti luoghi comuni, sarebbe un privilegiato in grado di garantirsi elevale soddisfazioni economiche per il solo fatto di svolgere un'attività che si continua a favoleggiare largamente remunerativa.

Nel mentre non sembrano registrare il giusto interesse meritorie iniziative gratuitamente poste a disposizione della collettività come la prevenzione di gravi malattie del cavo orale.

Ciò detto, non è certamente mio intendimento disconoscere le negatività e i comportamenti scorretti che esistono anche nell'esercizio della mia professione: le garantisco che quale massimo responsabile istituzionale della professione ho ben presente la gravita di questi fenomeni e li combatto con vigore.

Forse con poca incisività, nonostante tutti i nostri sforzi, per l'evidente assenza di strumenti certi, di norme definite e aggiornate che siano riferite alla specificità della nostra professione.

Una professione sempre più indirizzata all'attività di impresa e per questo permeabile ad interessi non sempre in linea con la tutela della salute del cittadino.

Tutto questo porta a concludere come i tempi siano maturi per la costituzione di un Ordine autonomo della professione odontoiatrica.

La legge 409/85 che ha inserito gli Albi degli Odontoiatri all'interno dell'Ordine dei Medici è ormai superata e non garantisce più l'autonomia della professione odontoiatrica stessa: un nuovo strumento ordinistico permetterebbe, infatti, di coniugare i valori tradizionali della nostra professione intellettuale con i nuovi scenari che ci sono di fronte permettendo di affrontare queste sfide che devono essere vinte nell'interesse primario della tutela della salute pubblica.

In questo senso auspico che il Corriere della Sera continui a seguire con la giusta attenzione le attività delle CAO degli Ordini, manifestando anche in forma critica le eventuali negatività, perché le nostre sono azioni volte a difendere il cittadino italiano e sostenere le professionalità degli odontoiatri.

Nel salutarla la ringrazio per l'attenzione e la prego di ritenermi a sua disposizione per eventuali approfondimenti su questo o altri temi dell'odontoiatria.

Giuseppe Renzo

 

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