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OMCEO: Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Udine

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CONTENZIOSI MEDICO-LEGALI: CRESCIUTI DEL 400 % IN 2 ANNIPubblicato il 21-04-2010

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TASSO D’INCIDENZA BOOM NEI CENTRI LOW-COST

Palmanova – Le richieste di indennizzo sono aumentate del 400 per cento negli ultimi due anni. Il 25 per cento dei pazienti avanza richieste di danni per supposti danni materiali e morali. Si sono confrontati su dati e trend gli odontoiatri di tutto il Friuli Venezia Giulia in occasione del primo convegno, patrocinato dall’Ordine dei Medici di Udine e con i rappresentanti Andi e Aio, sui contenziosi medico-legali, sebbene essi abbiano numeri più contenuti in odontoiatria. Riflettori puntati, al Meeting Point di Palmanova, sui recentissimi numeri che investono i franchising dentali delle varie centrali low-cost da cui si evince che il tasso d’incidenza degli errori e conseguenti richieste di risarcimento danni è elevatissimo: il 70 per cento dei contenziosi è imputato a dentisti che lavorano nei circuiti low-cost che sono pari al 10  per cento di tutti i dentisti. Numeri boom: il 10 per cento dei dentisti spagnoli provocano il 70 per cento dei contenziosi. Una fotografia questa che arriva dall’Ordine dei Medici della Spagna e crea allerta anche in Friuli Venezia Giulia, afferma il presidente Cao (Commissione Albo Odontoiatri) dell’Ordine di Udine, oltre che della Cao del Fvg, Giovanni Braga che invita a riflettere sulla qualità, la sicurezza e il tempo dedicato alle cure. Low-cost significa costo basso, non prezzo basso. Tagliare i costi vuol dire tagliare il tempo da dedicare ai pazienti, tagliare la formazione e l’aggiornamento, ma anche tagliare sulla qualità dei materiali usati. Sta crescendo a vista d’occhio la pubblicità dei low cost anche sul nostro territorio dove continuano ad aprire filiali e, inoltre, sono stati messi in piedi persino dei servizi taxi che portano i cittadini in Slovenia (turismo odontoiatrico).

  Il rapporto ottimale indicato fra cittadini e odontoiatri è di 1 dentista ogni 2 mila, mentre sul nostro territorio si registra 1 ogni 1.100, a Trieste anche meno. E’ stato sfatato anche il mito della crisi economica: non è vero che si diserta l’appuntamento con il dentista soltanto a causa della crisi economica, ma anche per una scarsa cultura dell’igiene orale. “Le Istituzioni non sembrano più capaci di tutelare i valori pubblici”, denuncia Braga che ricorda il ruolo di mediazione svolta dagli Ordini professionali fra cittadini e Istituzioni. “La Cao lotta per la dignità della professione e quindi per la salvaguardia dei pazienti, contro la mercificazione, contro le compravendite della salute e contro la standardizzazione”, dichiara Braga, anche in riferimento agli Stati generali in corso a Roma per ridisegnare le priorità delle professioni dopo la ‘lenzuolata’ di Bersani”. Braga afferma la dignità che spetta “di diritto ad una formazione acquisita con un corso di studi ormai di sei anni, conquistando la piena autonomia della professione, economica, gestionale, politica”.

  Secondo il consigliere della Cao di Udine, Nick Sandro Miranda, candidato alla vicepresidenza nazionale Andi, la rincorsa alla produttività e la ricerca a tutti i costi dell’efficienza, imposta dalle governance aziendali e dall’economicismo, producono un effetto deleterio: minor tempo dedicato ai pazienti che si traduce in maggiore incidenza di errori sia di diagnosi che di terapia: “Dedicare meno tempo ai pazienti può indurre ad errori (basta dedicare anche 3 minuti in più per abbattere i contenziosi, secondo alcune indagini Usa) e alla perdita del rapporto fiduciario medico/paziente”. Il tempo non deve essere considerato una “perdita”, bensì una “risorsa”. Ed ecco la missione dell’odontoiatra: “Il medico deve cercare di relazionarsi in maniera qualitativamente diversa con i pazienti, privilegiando ascolto e accoglienza, puntando sulla comunicazione efficace e sulla corresponsabilizzazione delle persone”. Questa è una delle possibili strategie per limitare la medicina difensivistica, uno dei peggiori mali che possano colpirci”. Per risolvere il problema si ricorre alla medicina paradigmatica (linee guida, risk management) e alle scelte di tipo giuridico come il patteggiamento e le camere di conciliazione ed arbitrali. “Tutte queste misure – osserva Miranda – non riducono il numero dei contenziosi ma solo l’entità degli stessi nonché l’imputabilità dei medici e pongono sul tappeto anche un altro grave problema: l’appropriatezza dell’atto medico”.

   (per info, addetto stampa Irene Giurovich – 3336551540)

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