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OMCEO: Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Udine

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UN COMMENTO SUL CAMBIAMENTOPubblicato il 09-03-2011

12007

Nella rivista Doctor OS di febbraio 2011 compare un editoriale del prof. Enrico Gherlone dal titolo altisonante “E’ arrivata l’ora del cambiamento”. In esso si traccia il futuro dell’odontoiatria facendo riferimento alla libera professione e al mondo universitario. Ritengo interessante commentare quanto scritto ma, per alcuni limiti di competenza, analizzerò unicamente la prima parte riportando alcune affermazioni del professore.

 

Il prof. Gherlone scrive: 

“Le vecchie logiche sono vetuste e superate: in passato avranno avuto una loro ragione di essere, ma oramai i tempi sono mutati.”

 

Che cosa significa? Che l’attuale modello odontoiatrico italiano non è un buon modello? Strano, è universalmente riconosciuta la qualità della odontoiatria italiana e il 90% dei pazienti è soddisfatto del proprio dentista[i]. E’ comprensibile il problema dei costi, ma la media degli attuali onorari non è addebitabile ad una lobby (inesistente) dei dentisti che ha deciso di approfittare dei pazienti, ma a chi ha fatto lievitare i costi di gestione. E’ indubbio che per avere un minimo di qualità occorre affrontare spese legate all’aggiornamento culturale, strumentale, materiale e gestionale. Occorre dedicare tempo al paziente.  Tutti vorrebbero spendere il meno possibile per le cure, tuttavia agire sugli onorari dei medici non è la soluzione ottimale per ridurre la spesa sanitaria, ne esiste un’altra molto più logica ed efficace che si evincerà nel prosieguo del commento.

 

Il prof. Gherlone scrive :

“Questo vale (nota: le vecchie logiche) innanzitutto per la professione, dal momento che nel DNA dei cittadini è entrata la logica del diritto-dovere della cura. Di conseguenza viene richiesto a gran voce alle istituzioni politiche la possibilità e le opportunità affinché questo possa accadere!”.

 

E’ fondamentale chiarire questo punto. Con questa affermazione il prof. Gherlone si rifà ai concetti imperanti legati all’economia neoclassica. Uno dei dogmi dell’economia neoclassica è quello che definisce il comportamento delle persone (consumatori) rivelatore della preferenza e definisce il comportamento sempre razionale. In quanto per definizione razionale, dice l’economia neoclassica,  non interessa analizzarne le motivazioni e ne consegue che le scelte vanno assecondate. Non è così! Da alcuni decenni autorevoli economisti ed esperti in neuroeconomia hanno confutato questo dogma. Daniel Kahneman è stato premiato con un Nobel per l’economia analizzando l’irrazionalità dei comportamenti e delle scelte operate dalle persone.[ii] Ha dimostrato che non sempre il comportamento e la scelte delle persone soddisfano la preferenza. Al contrario di quanto faceva l’economia classica,  quella neoclassica non indaga sulle motivazioni della scelta ma afferma che occorre assecondarla in quanto razionale per definizione ed in quanto espressione di una preferenza. Sulla irrazionalità dei consumatori esiste una vasta ed autorevole letteratura. In essa si dimostra quanto queste preferenze vengano condizionate proprio da chi deve vendere un prodotto e questo succede anche nella sanità nel momento in cui la salute viene considerata una merce da consumare. Ma dopo questa puntualizzazione, torniamo al nocciolo della questione. Tento di esporre questo fondamentale concetto economico applicandolo alla sanità.

 

Cosa accade in ambito odontoiatrico? Il prof. Gherlone afferma che è “richiesto a gran voce il diritto alle cure”. Tradotto da un economista significa che il comportamento (farsi curare) rivela la preferenza (salute). L’economista neoclassico agisce assecondando il comportamento (farsi curare) e la scelta (la terapia) perché ritenute per definizione razionali. Sembrerebbe, se diamo retta ai mass media, che le persone sono ammalate perché non possono permettersi le terapie odontoiatriche in quanto troppo costose. Sappiamo anche, lo dicono le indagini statistiche,  che se si chiede alle persone perché hanno problemi odontoiatrici, molte risponderanno che è dovuto al fatto che non possono permettersi il dentista in quanto troppo costoso.  Se ne deduce che per avere salute e risolvere i problemi ci vogliono cure dentistiche a basso costo. Riassumendo:

- abbiamo una persona che esprime una preferenza, la salute;

- abbiamo una persona che esprime una scelta, la terapia;

- abbiamo una persona che attua un comportamento per assecondare la scelta,  si reca dal dentista (quando può).

 

Come agirebbe invece un economista classico? Si chiederebbe quali siano le motivazioni profonde del comportamento (farsi curare) e se quest’ultimo riveli la preferenza perché sa, dalle ricerche di neuroeconomia, che il comportamento non è sempre razionale e rivelatore della preferenza. Per capire, l’economista classico interpellerebbe il dentista il quale gli spiegherebbe che quanto sopra è un comportamento irrazionale perché la tutela della salute della bocca è soprattutto legata ai comportamenti e agli stili di vita e non alle terapie (solo in parte). E’ ampiamente dimostrato che investire in sanità, oltre un certo limite, non tutela la salute delle persone.[iii] E’ il concetto di controproduttività strutturale dimostrato da Ivan Illich[iv] e supportato dai dati dell’OMS. Le terapie non sono la panacea e possono essere inutili e/o inefficaci se il paziente non fa proprie le corrette regole comportamentali; in altri termini egli deve corresponsabilizzarsi. Inoltre le cure, specie se di bassa qualità, possono essere la causa di ulteriori problemi. Si può ragionevolmente affermare che fornire terapie aiuta ma non risolve il problema alla radice.

Si evince, da quanto sopra scritto, che il paziente non rivela una preferenza ma bensì una credenza  (utilità attesa). Significa che chi supporta la credenza non risolve i problemi ma fa solo demagogia o supporta altri interessi.

 

 

Il prof. Gherlone scrive:

 “E se non si dà voce né riscontro a questa esigenza, ecco implementarsi il fenomeno del turismo odontoiatrico, ecco virulentarsi quello dell’abusivismo e delle cliniche ed associazioni low cost.”.

 

Con questa affermazione si vuole generare paura. Infatti, la migliore tecnica per ottenere il consenso è quella che agisce sul sentimento umano più forte: la paura. Ma davvero le iniziative mercificanti della salute stanno mettendo in crisi il sistema sanitario privato? Non si può negare che ne provochino una sofferenza, ma quanti dentisti stanno fallendo? La libera professione odontoiatrica sta realmente subendo una crisi peggiore rispetto ad altri mestieri e discipline? I dati Istat non lo dimostrano affatto.[v]

 

Il prof. Gherlone scrive:

“Ci siamo domandati come mai, a rischio della propria salute, il cittadino si rivolge a queste forma di cura, salvo poi, nella maggioranza dei casi, pentirsi? La risposta è semplice: vuole curarsi e non ne ha la possibilità!”

Troppo semplice, la risposta è un’altra: le persone si rivolgono a questi centri sanitari/commerciali soprattutto perché non hanno cultura odontoiatrica. Si ammalano perché le istituzioni non assolvono all’articolo 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Tutelare la salute significa innanzitutto impedire o ridurre la malattia, non significa (s)vendere prestazioni mediche. In Italia sono proprio i liberi professionisti più virtuosi coloro che quotidianamente adempiono al ruolo di maestri di educazione sanitaria, e non a quello di venditori di prestazioni, insegnando come non ammalarsi. La tutela della salute la si persegue investendo in cultura odontoiatrica.

Eppoi scusate, il prof. Gherlone si contraddice: da una parte ci spaventa con l’invasione dei low cost e poi ci racconta che le persone si pentono di avervi fatto ricorso. Ma se è così, come potrà sopravvivere il low cost!?

 

Il prof. Gherlone scrive:

“Ma è altrettanto vera la necessità di trovare una soluzione, magari compensando con fondi integrativi, terzo pagante, associazioni tra professionisti, insomma tutto quello che consenta, anche parzialmente, di ridurre i costi, senza andare a mettere a rischio la qualità delle cure.”

 

Ed ecco che il prof. Gherlone agisce sul secondo sentimento che più condiziona il comportamento delle persone: la speranza! In ogni occasione ci viene riproposto il mantra del fondo sanitario, e dunque della convenzione, che ci salverà. Numerosi ed autorevoli esperti raccontano quanto queste soluzioni di contabilità possano determinare la fine della libera professione ed un peggioramento della salute delle persone.[vi]

 

 

Concludendo, il prof. Gherlone o non è a conoscenza  di queste semplici concetti economici (grave) o non ci crede (sconfortante). Fatto sta che io non mi sento rappresentato da chi non ha una visione umanistica della economia e della sanità, quella visione umanistica che pone al centro l’uomo e i suoi valori e che ha caratterizzato fino ad oggi la sanità. Non mi sento rappresentato da chi subisce, non approfondisce e cerca le scorciatoie. Non mi sento rappresentato da chi crede nella medicina prescrittiva, proscrittiva e restrittiva. Non mi sento rappresentato, e mi sento anche un tantino offeso, da chi descrive i dentisti come professionisti dalla pancia piena, che si comprano le Ferrari e un appartamento all’anno.[vii] Non mi sento rappresentato da chi non pone al centro dell’interesse la tutela della salute ed invece propone soluzioni mercantili stile “paga due compra tre”.

 

Per tutelare la salute delle persone occorre investire in informazione efficace, in prevenzione. Per essere efficaci occorre immaginazione e creatività, quella immaginazione e creatività che caratterizza quella pubblicità che induce gli italiani ad acquistare strumenti elettronici (settore che non risente della crisi).

Se le associazioni di categoria hanno tanta difficoltà a fare comprendere ai politici la strategia virtuosa che tutela la salute delle persone e la professionalità dei dentisti, occorre allora avere il coraggio di resistere, di dire NO e non fornire le chiavi di casa con quegli accordi tramite i quali si finirà per dare la possibilità ad altri (i capitali in cerca di profitto e i politici in cerca di un consenso tanto immediato quanto effimero) di infilarsi sotto le lenzuola.

 

                                                                                                                                                                                          Nick Sandro Miranda

nicksandro.miranda@gmail.com



[i] Salutest, n° 57, agosto 2005, pp.10-14.

[ii] Cogito, erro, sum. Spigolature su alcuni errori nella “scienza economica” Andrea Renda, letto su www.law-  economics.net/public/060106%20cogito%20erro%20sum.pdf

[iii] Wilkinson Richard e Marmot Michael, I determinanti sociali della salute. I fatti concreti, Edizione Provincia  Autonoma di Trento  

  Assessorato alle Politiche alla Salute, Trento 2006, p.3

[iv] Ivan Illich, Nemesi medica, Editore Bruno Mondadori, Milano 2004.

[v] III Workshop di Economia in Odontoiatria, L’evoluzione delle libere professioni e dell’odontoiatria nella metamorfosi socio-economica

  italiana, 20 marzo 2010, Grand Hotel Villa d'Este Cernobbio (Como), Lo stato dell’odontoiatria in Italia, Rapporto 2010, Prof. Aldo

  Piperno.

[vi] Interessante è ascoltare quanto emerso da un recente convegno organizzato da Odontoline, visibile su: 

  http://www.odontoline.it/forum/index.php?showtopic=12208&st=0

[1] Salutest, n° 57, agosto 2005, pp.10-14.

[1] Cogito, erro, sum. Spigolature su alcuni errori nella “scienza economica” Andrea Renda, letto su www.law-  economics.net/public/060106%20cogito%20erro%20sum.pdf

[1] Wilkinson Richard e Marmot Michael, I determinanti sociali della salute. I fatti concreti, Edizione Provincia  Autonoma di Trento  

  Assessorato alle Politiche alla Salute, Trento 2006, p.3

[1] Ivan Illich, Nemesi medica, Editore Bruno Mondadori, Milano 2004.

[1] III Workshop di Economia in Odontoiatria, L’evoluzione delle libere professioni e dell’odontoiatria nella metamorfosi socio-economica

  italiana, 20 marzo 2010, Grand Hotel Villa d'Este Cernobbio (Como), Lo stato dell’odontoiatria in Italia, Rapporto 2010, Prof. Aldo

  Piperno.

[1] Interessante è ascoltare quanto emerso da un recente convegno organizzato da Odontoline, visibile su: 

  http://www.odontoline.it/forum/index.php?showtopic=12208&st=0

[1] Ascoltato su http://fe-andi.mag-news.it/nl/andinl_page22.mn

In allegato l'editoriale del Prof Gherlone

Relatore: dott. Nick Sandro Miranda

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