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Cure dentarie nei pazienti cardiopaticiPubblicato il 20-07-2011

Riportiamo di seguito un vademecum con le raccomandazioni sulle cure dentarie nei pazienti cardiopatici, tratte dagli atti del simposio "Cardiologi e Odontoiatri a confronto sul paziente odontoiatrico cardiopatico e scoagulato: quale approccio?" tenutosi a Palmanova il 25 settembre 2010 e organizzato da ANDI Udine.

- È importante che l'odontoiatra raccolga un'anamnesi farmacologica: una buona pratica clinica potrebbe essere quella di suggerire al paziente -nel momento in cui viene fissato l'appuntamento - di portare con sé l'elenco dei fermaci che assume.

- Non c'è alcuna necessità di sospendere la TAO (1) (warfarin, acenocumarolo) e l'antiaggregazione piastrinica in caso di interventi odontoiatrici "semplici" (ad esempio estrazione di uno o due elementi dentari), ma è opportuno che l'INR (2) (in caso di TAO) venga verificato il giorno prima della procedura e sia inferiore a 3 e che vengano adottati gli accorgimenti consigliati (acido tranexamico locale, punti di sutura...). È prudente che, in questi casi, gli interventi vengano eseguiti in mattinata e si eviti la seduta del "fine settimana".

- I pazienti in doppia antiaggregazione (ASA (3) + clopidogrel, ASA + ticlopidina, ASA + prasugrel) sono, di regola, ad elevato rischio aterotrombotico: la sospensione di uno o di entrambi i farmaci è fortemente sconsigliata.

- Se l'odontoiatra valuta che il rischio emorragico - in un paziente anticoagulato che deve sottoporsi ad una procedura - sia tale da non consentire il mantenimento della TAO, l'eventuale sospensione del farmaco dovrebbe essere concordata con il medico di riferimento del paziente, possibilmente attraverso un contatto diretto tra i professionisti. Per i pazienti portatori di protesi valvolari cardiache è consigliabile la consulenza/parere di un cardiologo del centro di riferimento.

- Si ricorda che uno degli elementi che favorisce il sanguinamento è rappresentato dalla flogosi parodontale. È consigliabile pertanto, in particolare nei pazienti anticoagulati o antiaggregati, adottare provvedimenti atti a ridurre la flogosi nei giorni che precedono l'intervento.

- Le indicazioni alla profilassi per l'endocardite infettiva sono state rivalutate e limitate ai pazienti a rischio elevato (in particolare portatori di protesi valvolari o pazienti con precedente endocardite infettiva) sottoposti a procedure che prevedono la manipolazione dei tessuti gengivali o della regione periapicale dei denti o la perforazione della mucosa orale (ad eccezione dell'infiltrazione di anestetico locale in mucosa non infetta).

- La valutazione preoperatoria per una eventuale "bonifica dentaria" non può limitarsi all'aspetto radiologico, ma deve comprendere una valutazione clinica.

- II cardiologo che segue pazienti con valvulopatie, per i quali si prevede una prospettiva di tipo chirurgico, deve consigliare al paziente controlli odontoiatrici periodici in modo da prevenire e curare le parodontiti.

 Note:

(1) TAO = Terapia Anticoagulante Orale

(2) La sigla 'INR' sta per 'International Normalized Ratio' ed esprime un rapporto tra il tempo di coagulazione di un soggetto in terapia ed un PT di controllo, adattato e trasformato in base a standard di riferimento, in modo da minimizzare le differenze di laboratorio. Per fare un esempio, una persona con INR pari a 2 ha un tempo di coagulazione approssimativamente doppio rispetto alla norma. Valori maggiori (e al contrario valori decrescenti di PT) indicano che il sangue è sempre meno coagulato.

(3) ASA = Acido acetilsalicilico. E' il farmaco antiaggregante di riferimento, in quanto la sua efficacia e sicurezza sono state dimostrate solidamente in numerose sperimentazioni cliniche controllate.

 

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