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FAQ sull'uso dei contantiPubblicato il 21-12-2011

Come è cambiato l'uso dei contanti con la legge "Salva-Italia"? Risponde il dottor Paolo Bortolini, in particolare per quanto riguarda l'incasso delle nostre parcelle.

1) I cittadini italiani possono scambiarsi liberamente somme in contanti, con assegno o vaglia postale sprovvisti della clausola "Non trasferibile" o trasferendosi libretti di deposito o altri titoli "al portatore"?

No. La norma di riferimento in questa materia è l’articolo 49 del Decreto Legislativo nr. 231 del 21 Novembre 2007 (d’ora in avanti Decreto 231), recante le "Limitazioni all'uso del contante e dei titoli al portatore". Il Decreto in oggetto attua la Direttiva Europea nr. 60 del 2005, regolando le modalità di "prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo". Non si tratta dunque di una norma tributaria, ma della prevenzione e repressione di reati finanziari. In ogni caso, il risvolto tributario dell’eventuale scoperta della violazione delle norme del Decreto 231 è stato valorizzato con l’art. 12 comma 11 Decreto Legge 201 del 6 Dicembre 2011, che prevede la trasmissione degli estremi delle violazioni all’Agenzia delle Entrate per l’esecuzione dei controlli del caso. Si veda il seguente testo, che norma la questione in esame. Articolo 49 (comma 1) del Decreto 231 come integrato dal D.

L. 78 31 Maggio 2010: "È vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a euro mille. Il trasferimento è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati. Il trasferimento può tuttavia essere eseguito per il tramite di banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane S.p.A.."

Per quanto riguarda mezzi di pagamento diversi da quelli indicati nel citato comma 1, si vedano i testi seguenti, riferiti ai rispettivi commi dell’articolo 49 del decreto 231:

5. Gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a euro mille devono recare l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

6. Gli assegni bancari e postali emessi all'ordine del traente ("Me stesso" o "Me medesimo" ndr) possono essere girati unicamente per l'incasso a una banca o a Poste Italiane S.p.A..

7. Gli assegni circolari, vaglia postali e cambiari sono emessi con l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

Il limite di "euro mille" è stato stabilito dal Decreto Legge nr. 201 del 6 Dicembre 2011 (c.d. "decreto salva Italia", Governo Monti). In precedenza, tale limite ha subito numerose variazioni, si veda la seguente tabella:

 

 

 

 

2) Per lo scambio di contanti, c’è modo di superare il limite di Legge?

Si. E’ possibile scambiarsi somme di qualsivoglia importo tramite una banca o un ufficio postale (non è necessario essere intestatari di un conto corrente ma occorre declinare le generalità di chi dà e di chi riceve), ai quali chi deve dare consegna i contanti indicando a chi li si deve dare, operazione alla quale provvederà l’ente che ha ricevuto i contanti. Ancora, è possibile trasferire contanti per qualsivoglia importo ad un altro soggetto, usando come tramite un istituto di moneta elettronica: chi deve dare fa accreditare l’importo in contanti in questione in una carta prepagata intestata al soggetto che deve ricevere.

3) Per quali tipi di rapporti fra cittadini valgono i limiti all’uso dei contanti, alla trasferibilità di assegni e vaglia postali e al saldo dei libretti di deposito al portatore? Per ogni tipo di rapporto, non solo professionale o commerciale, ma anche nelle donazioni di denaro fra parenti e per i pagamenti alle Pubbliche Amministrazioni.

4) Alcuni Odontoiatri paventano di infrangere la Legge se ricevono da un loro paziente una serie di pagamenti (per contanti, assegno o vaglia trasferibile e libretti al portatore), singolarmente entro il limite legale ma la cui somma lo supera. Hanno ragione?

La risposta è "NO", ma va data diversamente a seconda si tratti di trasferimento di assegni, bancari e circolari, o di contanti. Per i primi, la Legge non sarà mai infranta perché la norma riguarda l’importo del singolo assegno, non la loro somma: "Gli assegni utilizzati, anche per la medesima transazione, non sono cumulabili ai fini del calcolo dell'importo totale del trasferimento. La soglia è intesa soltanto per il singolo assegno." (Circolare nr. 281178 del 5 Agosto 2010 Min. Economia e Finanze - Dip. Tesoro).

Per i contanti invece, la Legge sarebbe infranta se la serie di incassi in parola fosse stata appositamente concordata, con il paziente, per eludere la normativa antiriciclaggio e realizzare così un trasferimento di contanti oltre il limite consentito, che diventerebbe dunque il vero scopo dei passaggi di denaro in luogo del pagamento di prestazioni eseguite. In sostanza l’eventuale contestazione di un’infrazione dovrebbe dimostrare la presenza di una precisa volontà elusiva, cosa che dovrebbe essere impossibile indagando il normale svolgersi dei rapporti fra professionista e cliente. A rinforzo di questa tesi, si osservi questa parte testuale dell’articolo 49 (comma 1) del decreto 231 come integrato dal D.L. 78 31 Maggio 2010. Esso reca le parole "quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a euro mille.". E’ il valore trasferito dunque, e non più l’operazione anche frazionata (come era prima delle modifiche ex D.L. 78 31 Maggio 2010) che r ileva. E’ stato dunque reciso il legame dei pagamenti con l’operazione, cioè una o più prestazioni. Per stare tranquilli, basterà quindi non accettare pagamenti in contanti e assegni trasferibili quando superano il limite legale. Sarà meglio però, in presenza di fatture di generico acconto, cioè non recanti l’indicazione delle prestazioni che vengono pagate, riepilogare i relativi incassi in una fattura di saldo. Inoltre, sarà opportuno indicare nella registrazione contabile delle fatture emesse anche la modalità del loro incasso.

5) Come può essere scoperta un’eventuale infrazione al limite dell’uso di contanti o agli importi trasferiti tramite assegni senza la clausola "Non trasferibile"?

L’articolo 41 del Decreto 231 impone ad una serie di figure, nel nostro caso rilevano i commercialisti e le banche, l’obbligo di segnalazione delle "operazioni sospette" e delle infrazioni al dettato dell’articolo 49 citato nella risposta alla domanda numero 1. In particolare, i commercialisti devono segnalare l’infrazione all’Ufficio Informazioni Finanziarie (UIF) della Banca d’Italia senza ritardi da quando ne hanno notizia (ad esempio al momento dell’elaborazione della documentazione e della prima nota mensili del loro cliente), e se non lo fanno saranno oggetto di una pesante sanzione amministrativa. Nella realtà tale previsione non ha trovato un grande riscontro, lo stesso UIF fa sapere nel suo "Rapporto annuale" che in Italia queste segnalazioni, nel 2010, sono state poco più di 200 (peraltro nel primo semestre del 2011 sono state 233, comunque un numero trascurabile). Per le banche invece l’istituto dell’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette, nel nostro caso gli assegni oltre limite che non recano la clausola non trasferibile, emessi o versati in conto dal loro cliente, è una realtà che si sostanzia, sempre nel 2010 in quasi 37000 segnalazioni e sono in aumento nel 2011. Quindi, la probabilità che un’infrazione riguardante un assegno venga rilevata è da ritenersi alta. E’ plausibile che le eventuali infrazioni all’articolo 49 del decreto 231 possano essere rilevate, in realtà, nel corso di una verifica della contabilità del professionista da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza. Come pure possono emergere dall’analisi dei movimenti del suo conto corrente. Infine, le eventuali infrazioni possono venire rilevate nel corso delle fasi istruttorie di una procedura di accertamento sintetico, "redditometrico" o "puro" che sia, rivolta al professionista in quanto persona fisica o ad un suo familiare.

6) Cosa succede quando un’infrazione viene scoperta?

Le punizioni per le infrazioni all’articolo 49 del decreto 231 sono regolate dall’articolo 58 dello stesso decreto. Il superamento del limite all’uso dei contanti, l’emissione di assegni bancari o circolari e di vaglia postali che superano il limite senza la clausola di non trasferibilità, sono puniti con una sanzione amministrativa che va da un minimo dell’1% a un massimo del 40% dell’importo oggetto del trasferimento o dell’assegno o vaglia. In ogni caso l’importo minimo della sanzione non potrà essere inferiore a €. 3000. Per trasferimenti di contanti o assegni e vaglia postali che superano i 50000 euro, la sanzione minima è moltiplicata per cinque. E’ però concesso il pagamento in forma ridotta della sanzione, il 2% dell’importo effettivamente trasferito o dell’assegno o vaglia trasferibile, se si paga entro sessanta giorni dalla contestazione dell’infrazione o dalla notifica della sanzione, purché non si abbia avuto analoga contestazione o notifica nei 365 giorni precedenti.

Dottor Paolo Bortolini

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