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OMCEO: Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Udine

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2011 : la fine di un'epoca,o la rinascita di un'altra ?Pubblicato il 13-01-2012

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ANALISI : la globalizzazione ha cambiato i mercati e la grande responsabilità dei cambiamenti di comportamento del "pubblico" è sicuramente legata alla Grande Distribuzione Organizzata (G.D.O.).

 

Il mettere ogni tipo di merce su di uno scaffale a disposizione di qualsivoglia impulso di acquisto ha creato l'utente che accede a qualsivoglia servizio con la volontà di soddisfare bisogni compulsivi,refrattari ad ogni genere di programmazione sensata.

 

Si cerca la soddisfazione di un desiderio più che scelte oculate di acquisto per beni durevoli : il marketing della G.D.O. usa parole come "felicità" per beni di consumo banali,ha confuso le menti dei possibili acquirenti sulle REALI motivazioni delle richieste.

 

Contemporaneamente  la crisi economica ha ridotto la potenzialità di acquisto di beni qualitativamente elevati,favorendo un'offerta scadente ma di massa,spingendo la richiesta con pubblicità e moda (non è il VALORE dell'oggetto in quanto tale,ma l'esigenza di averlo che ne fa il valore stesso).

 

Da questo tipo di follìa collettiva (simile a quella che si verificò nel Medio Evo con il commercio delle reliquie religiose),non sono state escluse le cure odontoiatriche : offerta di prestazioni a costi inferiori nei Paesi dell'Est,catene in franchising con le offerte del mese in Italia,piani di finanziamento delle cure con rateazioni apparentemente convenienti,etc...

 

La professione tradizionale è rimasta spiazzata da una richiesta da parte degli utenti che non collima con quanto i nostri studi possono offrire : gli ambulatori della sanità odontoiatrica pubblica sono stati letteralmente presi d'assalto da utenti che cercano prestazioni gratuite in quanto "non voglio più pagare il dentista !",ritenendo costi anche risibili intollerabili per le proprie tasche già all'osso dopo aver firmato crediti al consumo per auto,moto,viaggi,beauty farm,informatica,etc….

 

Questa massa di utenti sarà sempre più preda di offerte di cliniche odontoiatriche impostate sulla filosofia G.D.O.,in buona sostanza una visione di "commercio" e non di "sanità",in linea con un metodo collaudato,con un imprinting che inizia fin dalla tenera età.

 

La fetta di utenti qualificati,di buon senso,in grado di comprendere i valori aggiunti dei nostri studi sarà sempre più piccola mettendo così ancora più in crisi la capacità di gestire gli studi stessi che troveranno inoltre difficoltà nell'aggiornare le proprie attrezzature rispetto alla forza economica della G.D.O. (tac,cone beam,sistemi di scannerizzazione digitali,etc...).

 

Vero è che quando un mercato cambia radicalmente,spiazzando intere categorie,vi sono molte più spinte ad agire : il cambiamento è sempre una sfida,e sapere cogliere le sfide è sintomo di intelligenza,di capacità d'adattamento, e sovente se ne esce più forti di prima.

 

Va anche evidenziato che la velocità dei cambiamenti è rapidamente progressiva al punto che,a volte,chi rimane fermo al nastro di partenza,dopo una sofferenza iniziale,coglie di nuovo altre opportunità alla fine di un ciclo che riporta l'utenza a rivalutare quanto tempo prima aveva disprezzato sull'onda del "nuovo".

 

Anche se l'utenza non frequenta più i nostri studi,ciò non significa che non via sia una precipua esigenza di cure odontoiatriche,anzi questa aumenta sempre più in relazione ad abitudini alimentari scellerate (obesità e nutrizione senza regole sono facilmente riscontrabili nell'età infantile) : questa utenza affronta il problema odontoiatrico esclusivamente nell'ottica dell'URGENZA ovvero quando si trova di fronte al dolore acuto (bisogno compulsivo all'acquisto,al servizio ricercato senza motivazioni di fondo).

 

E' anche fuor di dubbio che la crisi economica ha fatto svaporare la cosiddetta "classe media" che è alla base della continuità e della tenuta dei consumi e la forbice tra chi può e chi NON può si allarga ulteriormente.

 

La G.D.O.,oppure alcuni esponenti della nostra professione che credono nella G.D.O. come metodo,aumenterà l'offerta di servizi odontoiatrici rivolgendosi a questa mid-class in crisi che HA l'esigenza di cure,ma ha una ridotta capacità di spesa : rimangono fondate le perplessità su quanto offerta e domanda si soddisfino realmente o quanto possano essere ulteriore fonte di frustrazione ed insoddisfazione.

 

 

SOLUZIONI : difficile che i nostri studi nati con una mentalità individualista,dove ci siamo abituati (viziati) ad essere primari di noi stessi,possano dar vita ad associazioni o società allargate con fusioni di realtà consolidate,sovente con investimenti ancora da ammortizzare.

 

Difficile che i nostri studi possano buttarsi a pesce su investimenti onerosi avendo prospettive di rientro non chiarissime a fronte di un mercato che si sgonfia : d'altra parte non stare al passo con i tempi rischia di buttarci fuori ancora più dal mercato,stante il fatto che lo stesso avrà un impatto pubblicitario sempre più aggressivo.

 

Diversa la realtà per chi è neo-laureato,a patto di avere solide spalle economiche familiari : la soluzione è certamente quella di studi associati ex-novo con molti operatori già orientati ab initio sulle differenti specialità di branca,con investimenti su tecnologie che semplificano il lavoro,con buona comunicazione,metodi attualizzati al massimo (database gestionali interlacciati al mondo del web o della comunicazione telefonica,agende ad personam gestibili dal paziente via smartphone,etc...).

 

Cosa fare allora volendo mantenere le nostre individualità professionali in un mercato folle e degenerato ?? In primis,come sempre,analizzare i propri punti di forza per evidenziarli,mentre quelli "deboli" vanno assolutamente resi meno tali.

 

La G.D.O. come in generale le Grandi Aziende hanno visto nella "gestione" e nel "management" il loro credo,la base su cui impostare la propria attività : tale impostazione ha creato precariato,esasperazione dei quadri dirigenti,frustrazione del'utenza (si pensi ai call-center),ed in generale una insoddisfazione diffusa di utenza e di chi con questa ha a che fare.

 

Questa impostazione,se applicata nei Servizi Sanitari,è ancor più percepibile in quanto si parla di SALUTE e non di televisori,computer o abbigliamento,e prima o poi emerge l'incongruenza,l'incompatibilità tra etica,deontologia da una parte e "commercio" dall'altra : se il parametro è "pagar meno",il risultato sarà "minor salute",e questo non era l'obiettivo della richiesta iniziale (aspettativa tradita).

 

Il nostro valore aggiunto è che noi si fa SANITA',si deve essere attenti alla PERSONA,al malato,si fa prima DIAGNOSI,poi TERAPIA,non si "vende" un prodotto.

 

Allora è evidente che l'unica risposta spendibile è quello di ritrovare i valori della CULTURA ETICA,comunicare alla nostra utenza che noi si CURANO le persone, che NON possiamo ragionare in termini di "mercato",ma di scelte ETICHE,che siamo MEDICI della bocca,non VENDIAMO dentiere !

 

Anche chi lavora con noi deve percepire che la nostra attenzione è rivolta a scelte responsabili su attrezzature,materiali,tecniche ed aggiornamento professionale : le nostre colpe sono che NON siamo stati BRAVI a COMUNICARE tutto ciò,che sono emersi più i comportamenti scorretti di una minoranza della nostra professione,o peggio si sono confusi gli operatori indicando come "dentisti" persone che NULLA hanno a che fare con professionisti seri.

 

E' il momento di serrare le fila,attivando tutti i percorsi possibili per far percepire i nostri VALORI reali (network tra professionisti,promozione sui media,educazione permanente della nostra pazientela ancora più motivata da parte nostra,pressante azione di sensibilizzazione su argomenti di carattere medico e non commerciale come la relazione tra malattia parodontale e cardiopatie,la necessarietà di una bocca in ordine per far parte di liste per trapianti renali,etc…).

 

Questa "idea" di odontoiatria deve partire dal basso, dalla professione vissuta, al di fuori di bandiere associative che tendono a frazionarla : come il movimento dello Slow-Food ha fatto quadrato sul VALORE dei cibi, delle materie prime, delle biodiversità, così un movimento dello Slow-Tooth deve partire da un "manifesto etico" per difendere le "diversità" dei nostri studi, le nostre professionalità, vedendoci tutti dalla stessa parte !

 

Se coglieremo questa occasione per mettere da parte stupidi conflitti di cortile,che non hanno più senso ormai (unica via di formazione),se capiremo che è giunto il momento opportuno per far cambiare la percezione della nostra professione nel "sociale",ne usciremo BEN più forti di prima !

 

Senza una risposta adeguata,senza tirare fuori la testa dal fango della cattiva promozione,ci attende una agonia da pellerossa in riserva,come lo è stato per la piccola distribuzione dei negozietti di quartiere,in attesa che la stessa utenza che ci ha tradito ci venga di nuovo a cercare,delusa dalla G.D.O.,ma potremmo,ormai,avere chiuso le saracinesche.

 

Ad maiora.

 

           Paolo LESCA

Ex Presidente Nazionale AIO

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