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Errore o ritardo diagnostico e la perdita di chancePubblicato il 24-06-2011

Il fatto
Una paziente esponeva di essere stata sottoposta a un intervento chirurgico di lobectomia sinistra a seguito di alcuni accertamenti da cui era emersa una calcolosi della intraepatica di sinistra; presso la medesima struttura, era stato eseguito un esame istopatologico, il cui referto, non indicava l'eventualità di una patologia tumorale. Successivi accertamenti avevano individuato la presenza di metastasi e avevano portato a riconoscere nei medesimi reperti istologici un cistadenocarcinoma epatico e, comunque, la presenza di "atipie cellulari suggestive di malignità". La donna lamentava che dal grave errore diagnostico compiuto era derivata la mancata identificazione della neoplasia e di conseguenza la mancata adozione di provvedimenti specifici terapeutici, con miglioramento della qualità e della durata della vita e rallentamento della malattia. La Corte d'Appello rigettava la domanda risarcitoria, in quanto dalla consulenza tecnica era emerso che non sussisteva alcun nesso causale tra l'errore istopatologico e l'evento dannoso, nel senso che, ove pure fosse stata tempestivamente effettuata una diagnosi di neoplasia o un sospetto diagnostico in questo senso, l'intervento chirurgico non sarebbe stato diverso, né avrebbe dovuto avere una maggiore capacità demolitoria. Allo stesso modo, non ne sarebbe seguita l'indicazione di alcun trattamento radio o chemioterapico, entrambi non indicati nel particolare tipo di neoplasia.

Il diritto
La Corte di Cassazione, in tema di perdita di chance, ha osservato che l'omissione della diagnosi di un processo morboso terminale integra l'esistenza di un danno risarcibile, allorché abbia determinato la tardiva esecuzione di un intervento chirurgico - normalmente da praticare per evitare che l'esito definitivo si verifichi prima del suo normale decorso - e risulti inoltre che, per effetto del ritardo, sia andata perduta dal paziente la chance di conservare, durante quel decorso, una migliore qualità della vita, nonché la chance di vivere alcune settimane o alcuni mesi in più, rispetto a quelli poi effettivamente vissuti. Ciò comporta che, quando sia stata fornita la dimostrazione, anche in via presuntiva e di calcolo probabilistico, dell'esistenza di una chance di consecuzione di un vantaggio in relazione a una determinata situazione giuridica, la perdita di tale chance è risarcibile come danno alla situazione giuridica di cui trattasi, indipendentemente dalla dimostrazione che la concreta utilizzazione della chance avrebbe presuntivamente o probabilmente determinato la consecuzione del vantaggio, essendo sufficiente anche la sola possibilità di tale consecuzione.

Esito della controversia
La Corte di Cassazione, pur precisando il tema della prova in materia di perdita di chance, ha rigettato il ricorso, confermando la sentenza d'appello favorevole ai sanitari.

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