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Controllo nella terapia post operatoriaPubblicato il 26-07-2011

Il fatto
Due medici venivano sottoposti a giudizio per rispondere del reato di lesioni personali colpose in relazione alla amputazione di parte della falange distale del quinto dito della mano destra. Il paziente, mentre era intento a riparare il cavo metallico dell'acceleratore di una vespa, riportava una grave ferita da taglio; recatosi presso l'ospedale, veniva sottoposto a intervento chirurgico di sutura e cucitura del tendine, ricevendo, all'atto delle dimissioni, la prescrizione di presentarsi a distanza di dieci giorni per un controllo. Al primo controllo veniva invitato a ritornare dopo altri dieci giorni; a questo secondo controllo veniva informato che avrebbe dovuto presentarsi tutti i giorni per effettuare delle medicazioni. Così fece per un mese, fino a quando, su consiglio di un altro medico dello stesso ospedale, si recava al reparto di chirurgia plastica dell'ospedale, dove apprendeva che il dito era andato in necrosi e doveva essere praticata l'amputazione della falange. Si contestava ai due medici di aver reso necessaria tale amputazione per non aver posto in essere una condotta diligente, specie nel decorso postoperatorio, omettendo di prescrivere la terapia antibiotica e di effettuare gli opportuni controlli e medicazioni sulla ferita, comportando così il ritardato accertamento della infezione insorta e l'impossibilità di contrastare efficacemente il processo necrotico.

Il diritto
I medici venivano assolti dal tribunale e ritenuti responsabili in appello. Nel caso di specie sono venuti a configurarsi comportamenti improntati a superficialità. Dopo interventi appartenenti alla tipologia di quello praticato, è necessario un corretto controllo post operatorio, essendo le infezioni delle ferite chirurgiche una complicanza frequente del trattamento e particolarmente di quello posto in essere, atteso che la ferita era da considerarsi "sporca" e dunque soggetta a una più alta probabilità di infettarsi. Il tutto era ben prevedibile alla luce di comuni nozioni della professione medica, indipendentemente dalla esistenza o meno di linee guida.

Esito del giudizio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dai sanitari, confermando la sentenza sfavorevole d'appello.

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