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Conseguenze penali di una opzione terapeutica attendistaPubblicato il 05-04-2012

Il fatto
Un medico è stato riconosciuto colpevole del reato di lesioni personali colpose aggravate commesso nell'esercizio della sua attività professionale. L'addebito era stato formalizzato con riferimento a un intervento chirurgico effettuato su una paziente affetta da un cordoma al clivus ovvero da una deformazione intracranica, all'esito del quale il sanitario, nonostante i neuropatologi avessero redatto un referto istologico di cordoma, si era limitato erroneamente a disporre la dimissione con una diagnosi generica di lesione espansiva del clivus, senza provvedere alla scelta terapeutica del trattamento radioterapico. Il medico aveva continuato a coltivare tale scelta nonostante le risultanze di un successiva risonanza magnetica che indicavano la permanenza di un residuo. L'opzione terapeutica "attendista" ed erronea aveva determinato la persistenza della malattia, con conseguente necessità di un successivo intervento chirurgico e del trattamento di radioterapia. La Corte d'Appello, attraverso la disamina del contributo dei consulenti del PM e della parte civile, ma anche, sotto certi profili, dei consulenti della difesa, ha ritenuto di focalizzare l'attenzione sul successivo comportamento del medico, allorquando, dalla risonanza magnetica e dall'esame istologico, nessun dubbio poteva porsi sulla natura tumorale della patologia, sulla persistenza di un residuo e sulla necessità di una radioterapia: proprio tale insieme di circostanze, documentate e riscontrate con il contributo dei consulenti, ha attestato la colpa del sanitario, il quale ha perseverato nell'errore diagnostico nella convinzione di avere effettuato la totale asportazione del tumore, senza residuo e quindi nella determinazione di non effettuare la radioterapia. Il medico ha impugnato la sentenza di condanna ricorrendo alla Suprema Corte.

Il diritto
Nel reato colposo omissivo improprio il rapporto di causalità tra omissione ed evento non può ritenersi sussistente sulla base del solo coefficiente di probabilità statistica, ma deve essere verificato alla stregua di un giudizio di alta probabilità logica, sicché esso è configurabile solo se si accerti che, ipotizzandosi come avvenuta, l'azione sarebbe stata doverosa ed, esclusa l'interferenza di decorsi causali alternativi, l'evento, con elevato grado di credibilità razionale, non avrebbe avuto luogo ovvero avrebbe avuto luogo in epoca significativamente posteriore o con minore intensità lesiva.

Esito del giudizio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dal medico.

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