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Assistenza protesica: l'assistito può sceglierePubblicato il 03-07-2012

Il fatto
La vicenda sottoposta al vaglio del Tar Calabria trae origine da una controversia relativa alle modalità di erogazione prescelte dal Ssn per i dispositivi e apparecchi protesici. La disciplina delle modalità di erogazione delle prestazioni di assistenza protesica nell'ambito del servizio sanitario nazionale è contenuta nel Dm 332/1999. La Regione Calabria ha interpretato il decreto ministeriale nel senso che le Regioni e le Asl possano decidere di non acquistare direttamente e in blocco l'intera quantità di dispositivi e ausili tecnici per i loro assistiti, attraverso procedure a evidenza pubblica, ma possono scegliere invece di lasciare a ciascun assistito la possibilità di individuare il prodotto più congeniale, tra quelli riconosciuti omogenei, con addebito del relativo prezzo al Ssn, nel limite fissato dalla Regione e con pagamento dell'eventuale eccedenza a carico dell'assistito che abbia scelto una marca diversa. In buona sostanza, si prevede che le aziende sanitarie possano stipulare contratti con le ditte interessate alle forniture in forza di procedure pubbliche di acquisto volte a individuare a mezzo gara, esclusivamente, il prezzo più favorevole e non già i fornitori dei dispositivi a un determinato prezzo. Individuato il prezzo, gli utenti si recano in farmacia per ottenere l'ausilio di cui necessitano scegliendo la casa produttrice che preferiscono. La società ricorrente, censurando gli atti del iberativi regionali, ha contestato tale interpretazione del decreto ministeriale ritenendo che una siffatta esegesi della trama normativa abbia quale unico scopo quello di abolire il ricorso alle gare di appalto per rifornire le Asl della Calabria introducendo, illegittimamente, una sorta di assistenza indiretta senza alcuna procedura a evidenza pubblica.

Il diritto
Il Tar, condividendo una tesi del Consiglio di Stato, ha affermato che in attuazione del Dm. 332/98 e del relativo nomenclatore, le Regioni e le Asl possono lasciare a ciascun assistito la possibilità di individuare il prodotto più congeniale. Tale sistema di assistenza indiretta permette, oltre che una maggiore soddisfazione dell'utente, anche una riduzione dei costi, sia perché l'assistito potrebbe orientarsi verso un prodotto con un prezzo inferiore a quello massimo rimborsabile, sia perché tale procedura fa venir meno la necessità di provvedere, attraverso u na gara, a un approvvigionamento di dispositivi e apparecchi che potrebbero, in ipotesi, essere anche essere inutili perché superiori al bisogno.

Esito del giudizio
Il Tar ha rigettato il ricorso.

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