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OMCEO: Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Udine

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Esposti a Omceo: autori non possono opporsi alle decisioniPubblicato il 16-11-2012


Il fatto
Una associazione per la tutela dei consumatori ha intrapreso alcune iniziative per ottenere dalle autorità pubbliche competenti una regolamentazione dell'impiego degli occhiali per la visione 3D nelle sale cinematografiche. In sostanza, secondo l'associazione, l'impiego di quei dispositivi rappresenterebbe un pericolo per la salute dei cittadini sotto un duplice profilo: la possibilità di disturbi alla vista a causa degli effetti ottici e la possibilità di infezioni derivanti dal passaggio degli occhialini nell'avvicendarsi degli spettatori. Il ministero della Salute ha dettato disposizioni in materia attraverso circolari successivamente impugnate. Tra le reazioni dell'associazione alla emanazione di una seconda circolare diretta a modificare le prescrizioni per prevenire il rischio di infezioni, vi è stata la presentazione di un esposto al consiglio dell'Ordine provinciale di Roma. L'esposto sollecitava l'adozione di sanzioni disciplinari nei confronti dell'oftalmologo delle cui consulenze il Ministero si era avvalso per la emanazione degli atti: in sostanza l'organismo associativo ha dedotto che le opinioni espresse dal sanitario e recepite dal Ministero non fossero tecnicamente condivisibili e che nel formularle l'autore fosse incorso in molteplici violazioni della deontologia professionale. Il consiglio dell'Ordine, a seguito dell'esposto dell'associazione, ha ritenuto non comprovata alcuna fattispecie sanzionabile in sede disciplinare nei confronti del medico consulente. Questa nota è stata imp ugnata dall'associazione dinanzi al Tar che ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto.
Il diritto
il Consiglio di Stato, chiamato a decidere la questione in via definitiva, ha affermato che, nel procedimento disciplinare e nei confronti  dei provvedimenti che lo definiscono, non emergono situazioni giuridiche soggettive tutelabili se non, appunto, quella del professionista inquisito, qualificabile come interesse oppositivo. In realtà, il procedimento disciplinare non ha la funzione di tutelare le situazioni giuridiche soggettive dei terzi, come nel caso specifico dell'associazione di consumatori, essendo, del resto, strutturalmente inidoneo a farlo.

Esito del giudizio
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso proposto dall'associazione.

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