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Responsabilità del medico per danno all’immagine della ASLPubblicato il 19-09-2014

(CORTE DEI CONTI - Sezione Giurisdizionale Regionale per la Toscana – SENTENZA N. 135/14 – Responsabilità del medico per danno all’immagine della ASL -  Comportamento contrario ai propri doveri d’ufficio - Il medico nel caso di specie ha utilizzato illecitamente la propria qualità per realizzare un obiettivo personale rilevante penalmente e non compatibile con il ruolo istituzionale  di tutore e garante della salute.

FATTO: L’autorità giudiziaria penale aveva condannato la dott.ssa ---- alla pena di anni due di reclusione  per il reato di cui all’art. 317c.p. e 314 c.p. ed ai sensi dell’art. 81 cpv..Le contestazioni mosse alla convenuta sono le seguenti: a)  avere, nella qualità di ginecologa, presso i consultori medici di ---- e ---- e presso il Reparto di Ginecologia dell’Ospedale di -----, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, indotto una paziente a versare una somma di denaro per sottoporla immediatamente ad ecografia; b) essersi appropriata in più occasioni di somme di spettanza della ASL 8 di ---- nell’ambito di attività professionale privata espletata durante l’orario di lavoro ovvero della quota – parte di dette somme di spettanza della medesima ASL, relative ad attività  libero – professionale espletata “intramoenia”, somme di cui aveva il possesso  essendo state le somme medesime consegnate direttamente dalle varie pazienti. In conseguenza della condotta  della dott.ssa -----, l’Azienda Sanitaria di Arezzo, secondo la Procura contabile, aveva subito sia un danno patrimoniale diretto  pari a € 5.803,65,  che un danno all’immagine quantificato dalla Procura nella misura pari a € 20.000,00.

DIRITTO:La Corte dei Conti ha rilevato che il comportamento della convenuta è incontestabilmente ed inequivocabilmente contrario ai propri doveri d’ufficio  ed è idoneo a diffondere nell’opinione pubblica un senso di sfiducia dell’azione del pubblici dipendenti, ed in particolare di chi è preposto alla erogazione di un servizio fondamentale, quale  è quello della tutela della salute, in specie esercitato nei confronti di soggetti deboli, e ritenuto il rilievo e la delicatezza dell’attività svolta. La dott.ssa ---- ha utilizzato illecitamente la propria qualità per realizzare un obiettivo personale rilevante penalmente e non compatibile con il ruolo istituzionale  di tutore e garante della salute. In tema di danno all’immagine la giurisprudenza contabile (cfr. 1/2011/QM e 10/QM/2003)  ha statuito che l’immagine ed il prestigio della Pubblica Amministrazione sono beni – valori coessenziali all’esercizio delle pubbliche funzioni, e che il danno all’immagine  dell’Amministrazione consiste in un pregiudizio  che, pur se non integra una diminuzione patrimoniale diretta, è comunque suscettibile di valutazione patrimoniale, in quanto dal comportamento del convenuto è derivata la lesione di un bene giuridicamente rilevante: cfr. anche questa Sezione 2 agosto 2010 n. 259).

Relatore: Marcello Fontana - Ufficio Legale FNOMCeO

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