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Dirigenza medica – Istituto della sostituzione Pubblicato il 09-09-2015

Applicabilità  dell’art. 2103 cc -Mansioni superiori – La Corte di Cassazione ha affermato che, con specifico riferimento al caso di sostituzione, non trova applicazione l’art. 2103 c.c. perché dette sostituzioni non possono essere configurate come mansioni superiori in quanto avvengono nell'ambito del ruolo e livello unico della dirigenza sanitaria. Al sostituto non spetta il trattamento accessorio del sostituito, e cioè del dirigente con incarico di direzione di struttura complessa, bensì un’indennità detta appunto sostitutiva.

 

FATTO: La Corte di appello di Salerno, riformando la sentenza del Tribunale di Salerno, accoglieva la domanda del dirigente medico in epigrafe, proposta nei confronti dell'Azienda Sanitaria Locale Salerno, avente ad oggetto il riconoscimento del suo diritto alla corresponsione della retribuzione prevista per i dirigenti di struttura complessa, ed in particolare delle indennità accessorie, in ragione della sostituzione affidatagli dalla predetta ASL del dirigente con incarico di direzione di struttura complessa per la quale gli era stata riconosciuta, da una certa epoca, la sola indennità sostitutiva di cui all'art. 18 del CCNL per il quadriennio 1998-2001 della Area della dirigenza medica e veterinaria del S.S.N. A base del decisum la predetta Corte poneva il fondante rilievo secondo il quale, avendo l'Azienda omesso di espletare tempestivamente la procedura per il conferimento dell'incarico di struttura complessa, nelle more del quale al medico in causa era stato conferito l'incarico di sostituzione, non poteva a quest'ultimo non essere riconosciuto il trattamento economico rivendicato considerato il lungo arco temporale di sostituzione anche oltre il periodo consentito dal richiamato art. 18 del CCNL per il quadriennio 1998-2001 della Area della dirigenza medica e veterinaria del S.S.N. Avverso questa sentenza la nominata ASL ricorre in cassazione sulla base di un'unica censura. Resiste con controricorso la parte intimata che propone impugnazione incidentale condizionata sostenuta da due censure.

DIRITTO: Preliminarmente va puntualizzato che, nella specie, non trova applicazione la disciplina codicistica di cui all’art. 2103 c.c. sulle mansioni del lavoratore ed in particolare quella relativa all'assegnazione di mansioni superiori, atteso che l'operatività di tale normativa, con riferimento alla dirigenza, è esclusa dall’art. 19 del D.Lgs. n. 165/01 e prima ancora dalle disposizioni del D.Lgs. n. 502/92. Con specifico riferimento al caso di sostituzione, non trova applicazione l’art. 2103 c.c. perché dette sostituzioni non possono essere configurate come mansioni superiori in quanto avvengono nell'ambito del ruolo e livello unico della dirigenza sanitaria. Emerge, poi, dalla previsione in esame, che al sostituto non spetta il trattamento accessorio del sostituito, e cioè del dirigente con incarico di direzione di struttura complessa, bensì un’indennità detta appunto sostitutiva. Inoltre dalla disposizione in esame si desume che la fattispecie per cui è causa rientra tra le sostituzioni disciplinate dall’art. 18 in parola prevedendo questo, al comma 4°, specificamente che "nel caso che l'assenza sia determinata dalla cessazione del rapporto di lavoro del dirigente interessato, la sostituzione è consentita per il tempo strettamente necessario ad espletare le procedure di cui ai DPR 483 e 484/1997  ovvero dell’art. 17 bis del D.Lgs. 502/1992. In tal caso può durare sei mesi, prorogabili fino a dodici". Non ritiene, tuttavia, questo Giudice di legittimità, che in caso di mancato rispetto del termine anzidetto spetti al sostituto il trattamento accessorio del sostituito e tanto perché una previsione di tal genere manca del tutto ed una diversa soluzione non si potrebbe certamente fondare, per le anzidette ragioni, sulla regola di cui all’art. 2103 c.c.).

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