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OMCEO: Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Udine

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Riforma della Sanità Regionale: nota dell'ANPOPubblicato il 17-09-2015

Testata01

 

 

 

 

 

Gent.mo Dott. Franco Rotelli

 

 

 

 

Presidente III^ Commissione Permanente Tutela della Salute, Servizi Sociali, Alimentazione, Previdenza Complementare e Integrativa

 

Gent.mi Componenti

 

III^ Commissione Permanente Tutela della Salute, Servizi Sociali, Alimentazione, Previdenza Complementare e Integrativa

 

e per conoscenza

 

Gent.ma Dott.ssa Maria Sandra Telesca

 

Assessore alla Salute, Integrazione Socio-Sanitaria, Politiche Sociali e Famiglia

 

 

 

 

Il Collegio Aziendale ANPO dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine, in pieno accordo con il Direttivo Regionale, ha seguito e segue con preoccupazione la Riforma della Sanità Regionale e i suoi risvolti sul funzionamento dell’Azienda stessa, e si è ripetutamente espresso come da documentazione allegata.

 

 

L'odierna convocazione del Collegio dei Primari di Udine, che comprende la maggioranza degli iscritti a questa Associazione, e la richiesta di una memoria scritta, ci offrono l'opportunità di ribadire alcune riflessioni sull'argomento.

 

Sottolineiamo prioritariamente il fatto che, allo stato attuale, non vi è ancora stato il promesso coinvolgimento della componente ospedaliera nella definizione del protocollo d’intesa tra Regione ed Università, come più volte richiesto.

 

Rimangono in gran parete insolute le questioni critiche relative alla delibera n. 929 del 15 maggio 2015, e allegati, recante l’individuazione delle strutture complesse sanitarie della prevenzione, distrettuali e ospedaliere, nonché dei criteri standard per l’individuazione delle strutture semplici.

 

Abbiamo già evidenziato come alcune incongruità evidenziate nella delibera e le conseguenti decisioni abbiano ulteriormente compromesso il rapporto di fiducia tra i medici ospedalieri, non solo Primari, e la Regione, rendendo a nostro avviso evidente che non esiste pari dignità tra componente ospedaliera ed universitaria. I fatti dimostrano chiaramente che in nessun modo viene valorizzato il merito rispetto alle funzioni da svolgere, dato che il superamento dei "doppioni", da sempre sbandierato dalla politica, sulla stampa ed in ogni occasione, vede epurata solo la parte ospedaliera senza che le scelte abbiano motivazioni trasparenti e di interesse del SSR, quasi che le strutture universitarie siano considerate dalla Regione inalienabili a prescindere.

 

Inoltre l'applicazione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, sembra tradotta in modo del tutto discrezionale nelle diverse aziende regionali, con riflessi negativi sull'attività assistenziale del più grande Hub della Regione, l'Azienda Ospedaliero Universitaria di Udine.

 

Alcuni esempi di quanto sostenuto sono contenuti nei documenti precedentemente inviati ed allegati alla presente.

 

Rammentiamo infine che le problematiche fino ad ora evidenziate sono ampiamente condivise oltre che dal Collegio dei Primari, dalle altre sigle sindacali mediche e dall'Ordine dei Medici. Tutti questi organi hanno ripetutamente espresso le loro riflessioni, ma ciò non ha sin qui influenzato le scelte regionali. Ci amareggia il fatto che il parere dei dirigenti medici della Sanità pubblica non meriti considerazione da parte della politica e dei quadri decisionali, molto sensibili invece a richieste e richiami della componente universitaria del tutto svincolati da ragioni di interesse generale, come diversi recenti incarichi "doppione" testimoniano.

 

Confermiamo pertanto la nostra forte preoccupazione, derivante dall'analisi dei fatti e delle scelte politiche, che rischiano di essere demotivanti per la componente medica ospedaliera. Questa infatti, pur rappresentando la stragrande maggioranza dei professionisti sul campo e impegnati nell'assistenza, sembra costretta a subire meccanismi di potere o di ruolo che non si basano su una ricognizione dello stato di fatto dell’integrazione né sembrano tener conto di professionalità, livelli di attività, risultati e/o merito.

 

Il risultato complessivo rischia di destabilizzare nel prossimo futuro un Sistema di per sé fragile e messo a dura prova in questi anni per ragioni economiche, direzionali e organizzative.

 

Nonostante la nostra amarezza, confidiamo ancora che vi sia capacità di ascolto da parte della politica per le proposte, da tutti formalmente considerate ragionevoli, che sono state presentate ad Assessore e Presidente e che prevalga una visione d’insieme del Sistema e non l’interesse di una parte.

 

Cordiali saluti

 

La Presidenza ANPO

 

Azienda Ospedaliero Universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine

 

16 settembre

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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