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OMCEO: Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Udine

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Dirigenti assolti per osservanza principi generaliEvento del 01-07-2010

La vicenda da cui il giudizio di responsabilità amministrativo-contabile traeva origine dalla particolare situazione di un bambino, affetto da una grave rara "sindrome allergica, caratterizzata da dermatite atopica grave associata e rinocongiuntivite e asma bronchiale, con manifestazioni gravi e diffuse di orticaria/angiodema e orticaria da contatto". A fronte di tale quadro clinico, il minore, otteneva il riconoscimento dell'handicap grave ex art. 3 della legge n. 104/02, rivedibile tra due anni. I genitori del bambino inoltravano alla ASL una documentata istanza  con la quale chiedevano che, per l'intero orario scolastico, fosse fornita l'assistenza sanitaria necessaria da parte di un infermiere specializzato che, in caso di crisi allergica, potesse somministrare allo stesso, i farmaci salvavita indispensabili. La Dirigenza della ASL, provvedeva immediatamente ad istituire un presidio medico-infermieristico presso la scuola del minore per "monitorare" la situazione. Nel periodo di osservazione, durato poco meno di un mese, i sanitari riscontravano, tuttavia, due sole crisi allergiche, peraltro di modesta entità, trattate con la somministrazione di un farmaco spray e con l'allontanamento del minore dalla fonte patogena. La ASL, dubitando dell'adeguadezza del tipo di assistenza, anche in relazione al rapporto costi/benefici,  sulla base delle relazioni fornite dai sanitari addetti al monitoraggio, decideva di sospendere il servizio. I genitori si rivolgevano all'Autorità giudiziaria, con ricorso d'urgenza, chiedendo il ripristino del servizio da parte della  ASL. Il Tribunale rigettava il ricorso sostenendo, tra l'altro che, in presenza di crisi veramente gravi, l'assistenza infermieristica  sarebbe stata comunque inadeguata mentre, nel caso di specie, la stessa era "eccessiva" e non giustificata da una reale necessità. Il reclamo avverso il provvedimento di diniego veniva accolto dalla Corte di Appello e l'ASL sollecitamente predisponeva il servizio di assistenza. A seguito del ripristino del servizio disposto in via d'urgenza, per i danni presuntivamente cagionati alla Azienda, connessi al risarcimento del danno subito dai genitori, spese di assistenza e legali, venivano tratti  a giudizio il direttore generale, direttore sanitario e direttore responsabile del dipartimento materno della stessa ASL, che ritenuti obbligati ad assicurare l'assistenza sanitaria richiesta, in assenza di una qualsiasi giustificazione, ne avevano disposto la revoca. La Corte dei Conti ha assolto i dirigenti osservando che in mancanza di un preciso obbligo i convenuti, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento sanitario assistenziale, si sono adoperati per cercare di dare una adeguata risposta ai problemi provvedendo ad eseguire il monitoraggio e soltanto dopo aver constatato che lo stesso evidenziava un quadro clinico da non poter definire acuto, sono pervenuti alla decisione di revocare l'assistenza.

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