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OMCEO: Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Udine

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Consenso informatoEvento del 18-08-2010

 

 

 

 

Cassazione penale sez.IV sentenza 21799 depositata l’8 giugno 2010: senza consenso se l’esito è infausto c’è dolo

In mancanza di consenso informato in caso di intervento infausto potrebbe discutersi di responsabilità a titolo di lesioni volontarie o, in caso di morte, a titolo di omicidio preterintenzionale in presenza di comportamenti del medico assolutamente anomali e distorti e comunque dissonanti rispetto alla finalità curativa che deve caratterizzare il proprio approccio terapeutico.

In precedenza C

assazione sezioni unite sentenza 2437/2009:

non integra il reato di lesione personale né quello di violenza privata la condotta del medico che sottoponga il paziente a un trattamento chirurgico diverso da quello in relazione al quale era stato prestato il consenso informato, nel caso in cui l’intervento, eseguito nel rispetto dei protocolli e della leges artis, si sia concluso con esito fausto.

Ma nella fattispecie della sentenza di cui sopra trattatasi di un intervento con esito lesivo dellasalute del paziente.

Cassazione sentenza 15698/2010: il medico viene meno all’obbligo del consenso se non da una informazione completa ed esaustiva

Il medico viene meno all’obbligo a suo carico del consenso informato se non fornisce al paziente, in modo esaustivo e completo, tutte le informazioni scientificamente possibili riguardanti le terapie che intende praticare e l’intervento chirurgico che intende eseguire, con le relative modalità.

Pertanto, deve essere condannato al risarcimento del danno il professionista sanitario che non informi il paziente delle variazioni del programma operatorio su un intervento chirurgico, anche laddove resti ferma la tecnica preventivamente concordata.

In precedenza

Cassazione sentenza 9705/97:

per un consenso informato valido è necessario che il professionista informi il paziente dei benefici, delle modalità dell’intervento, delle eventuali possibilità di scelta tra diverse tecniche operatorie e, infine, dei rischi prevedibili in sede operatoria, ma ciò non significa che debba addentrarsi nei dettagli della tecnica prescelta e, quindi, informare il paziente di variazioni sul piano operativo del programma operatorio, ferma restando la tecnica concordata.

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