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Il dentista paga i diritti fonografici sulla musicaEvento del 18-10-2010

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da Il Sole 24 ore Norme e Tributi del 15 ottobre

Il professionista che diffonde musica nello studio per intrattenere i clienti deve riconoscere (cioè pagare) l'equo compenso alla società che rappresenta i fonografici.
In attesa della decisione della Corte di giustizia Ue, cui si era rimessa la scorsa primavera la Corte d'appello di Torino (si veda «Il Sole 24 Ore» dell'8 aprile), il tribunale di Milano detta la linea con una sentenza della Sezione specializzata per la proprietà industriale (10901/10).

Secondo i giudici (presidente Tavassi, relatore Marangoni) l'annosa questione dei diritti di chi produce materialmente la musica (quindi ambito diverso dalle spettanze dell'autore) è già risolta dalle leggi italiane e anche dalla giurisprudenza europea. In particolare, la sentenza C-306/05 della Corte di giustizia stabilisce che devono essere autorizzate non tanto e non solo le trasmissioni di musica in luogo pubblico o aperto al pubblico, ma «tutti gli atti di comunicazione con i quali l'opera viene resa accessibile al pubblico»; quindi «il carattere privato o pubblico del luogo in cui avviene la comunicazione è senza incidenza», facendo cadere l'eccezione che viene sempre opposta nei giudizi di merito dai "diffusori" di musica non autorizzata. Inoltre, la stessa normativa italiana (articolo 73 legge diritto d'autore) riconosce il diritto al pagamento «in occasione di qualsiasi altra pubblica utilizzazione dei fonogrammi».

Quanto basta, secondo il tribunale milanese, per disattendere la richiesta di un dentista del capoluogo di rimettere la causa al giudice europeo, e per accogliere invece la domanda di Scf (Società consortile fonografici, mandataria dei produttori) tesa a ottenere l'equo compenso per la musica in sala d'aspetto. In merito al quantum del compenso, i giudici hanno rinviato ad altra sezione la valutazione, tenendo però presente che la determinazione andrebbe misurata sui giorni di effettiva apertura alla clientela.

La sentenza di Milano non è l'unica favorevole a Scf in aula di giustizia. La scorsa settimana il giudice di pace di Pozzuoli aveva rimesso alla Sezione specializzata del tribunale di Napoli l'opposizione di un professionista "filodiffuso" che non riconosce l'equo compenso fonografico.

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