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OMCEO: Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Udine

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Musica negli studi, dopo sentenza Milano meglio spegnereEvento del 16-11-2010

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Se nel vostro studio diffondete musica di sottofondo per intrattenere e rilassare i pazienti, meglio staccare tutto e attendere chiarimenti. Il consiglio arriva dallo Snami dopo la sentenza del tribunale di Milano che il 16 ottobre ha condannato un odontoiatra al pagamento dei diritti a favore del Consorzio fonografici, la società che tutela autori e produttori musicali. Per i giudici, in sostanza, la diffusione di musica all'interno di studi professionali privati rappresenterebbe una forma di «pubblica utilizzazione», come definita espressamente dall'articolo 73 bis della Legge sul diritto d'autore. «Il tribunale» rimarca in una nota il Consorzio fonografici «ha stabilito che la clientela di uno studio dentistico è qualificabile come "pubblico" in quanto appare potenzialmente indeterminata sia nel numero sia nella sua composizione. Il fatto che l'accesso avvenga in maniera programmata rappresenta una mera modalità organizzativa». Di qui il consiglio che Snami Milano rivolge a tutti i medici (di famiglia e non): se nel vostro studio diffondete musica (proveniente dalla radio o da altro impianto), meglio spegnere. In attesa che arrivi qualche chiarimento. «Il fatto» osserva infatti il presidente di Snami Milano, Roberto Carlo Rossi «è che sulla questione finora i giudici si erano pronunciati in senso opposto. Ricordo per esempio una decisione del Tribunale di Torino, risalente al 2008, nella quale si sosteneva esattamente il contrario di quanto affermato a Milano: i pazienti presenti nello studio non costituiscono un pubblico indifferenziato come quello di bar, ristoranti o esercizi commerciali. Un chiarimento potrebbe arrivare dalla Corte europea, alla quale si sono rivolti i giudici di secondo grado dopo l'appello presentato dal Consorzio fonografici contro la sentenza di Torino».

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